Nella prima e nella seconda parte dell’articolo, dedicate a Pinterest per la moda, abbiamo analizzato perché questa piattaforma rappresenti un motore di ricerca visuale ideale per aumentare la visibilità e le vendite di brand di abbigliamento, grazie a un pubblico internazionale e con alta propensione all’acquisto. Nella seconda parte ci siamo invece concentrati sulle strategie pratiche per vendere su Pinterest, dall’ottimizzazione di un account Business all’uso dei Rich Pins, fino alla creazione di bacheche dedicate, contenuti ispirazionali e campagne pubblicitarie mirate.
1. Strategie Pinterest di brand di abbigliamento famosi: esempi e case study
Per capire concretamente il potenziale di Pinterest nel settore moda, analizziamo alcune strategie adottate da brand famosi di abbigliamento e accessori. Dalle grandi firme del lusso ai marchi emergenti, ecco esempi di come diverse aziende hanno sfruttato Pinterest per raggiungere i loro obiettivi di marketing e vendita.
Burberry, Louis Vuitton, Fendi (e altri) – Pinterest come vetrina di shop online
Molti brand premium e luxury hanno scelto di strutturare la propria presenza su Pinterest come una estensione dell’e-commerce, trasformando il profilo in una sorta di catalogo digitale interattivo. Marchi come Burberry, Louis Vuitton e Fendi hanno creato account Pinterest che sembrano e funzionano come negozi online, mostrando i prodotti in primo piano e facilitando l’acquisto diretto.
Su queste pagine troviamo bacheche organizzate per linee di prodotto (borse, prêt-à-porter, sfilate, ecc.) con immagini dei prodotti corredate da tag che portano all’e-commerce. Ad esempio, Burberry mescola sul suo profilo sia scatti di prodotto puliti – quasi come fossero schede di catalogo – sia immagini tratte da campagne pubblicitarie e passerelle.

Questo mix rende i contenuti più coinvolgenti pur mantenendo l’obiettivo della vendita: l’utente può ammirare un cappotto indossato in sfilata e allo stesso tempo vedere com’è il prodotto in dettaglio, con il relativo link per acquistarlo. Anche Tory Burch, noto brand americano di fascia medio-alta, ha allestito il suo Pinterest come una vetrina elegante con price tag: scorrendo la pagina Pinterest di Tory Burch sembra di guardare le vetrine di una boutique, con foto patinate dei prodotti e il prezzo indicato direttamente sul Pin.
Questo approccio “catalogo/vetrina” punta a mostrare l’assortimento e a sfruttare Pinterest come canale di traffico: ogni Pin è una porta d’ingresso verso lo shop online. La strategia sta nel presentare i prodotti in modo molto visual appeal, perché su Pinterest devono invogliare all’acquisto senza l’ausilio diretto di promoter o descrizioni lunghe. Alcuni brand arricchiscono questa vetrina virtuale con contenuti aggiuntivi: ad esempio, oltre alle foto prodotto, troviamo bacheche con immagini del backstage delle campagne, foto di celebrità o influencer che indossano il marchio, etc. – il tutto per mantenere alta l’attenzione e la brand image. Non mancano i casi di innovazione tecnologica: Pinterest ha lanciato funzionalità AR (realtà aumentata) per provare virtualmente prodotti come makeup e accessori, e marchi di lusso pionieri ne hanno approfittato integrandole nelle loro pagine. Il risultato complessivo, per brand come Burberry, LV, Fendi, Tory Burch e simili, è un profilo Pinterest che riflette l’estetica del brand e funge da vetrina mondiale aperta h24. Queste maison hanno compreso che il social delle idee poteva diventare un potente driver di traffico e vendite e-commerce, e lo hanno ottimizzato di conseguenza. Un dato interessante: alcuni brand in questo segmento hanno accumulato enormi followership su Pinterest (ad esempio il brand di design Buster + Punch ha oltre 10 milioni di follower) proprio grazie alla cura nel presentare i prodotti in bacheche tematiche e immagini lifestyle accattivanti. Questo dimostra che, se usato bene, Pinterest consente anche ai marchi di lusso di costruirsi un seguito fedelissimo e coinvolto, traducendo il prestigio del brand in engagement e traffico.

Gucci – Storytelling creativo e ispirazione oltre il prodotto
Un caso emblematico di utilizzo “creativo” di Pinterest nel fashion è quello di Gucci. La maison italiana, celebre per le sue campagne dal forte impatto visuale, su Pinterest non si è limitata a mettere in vetrina i propri prodotti, ma ha adottato un approccio di storytelling visuale. Invece di fare bacheche prodotto per ogni collezione, Gucci ha creato bacheche che raccontano l’universo estetico del marchio e le ispirazioni dietro le quinte. Un esempio affascinante è la bacheca intitolata “The Art of Beauty”: al suo interno Gucci ha pinnato ritratti artistici provenienti da musei famosi, immagini di opere d’arte storiche che hanno ispirato colori e mood delle sue collezioni beauty. In questo modo, chi segue Gucci su Pinterest viene portato in un viaggio nella cultura visiva che alimenta il brand – un contenuto di grande valore aspirazionale, ben oltre il semplice prodotto. Questa strategia fa leva su ciò che gli utenti Pinterest cercano: creatività, idee, connessioni inaspettate. Vedere dipinti rinascimentali o foto vintage su una bacheca Gucci accende la curiosità e costruisce una narrazione di marca: comunica che dietro un certo rossetto o abito c’è un mondo di riferimenti artistici, uno stile ben radicato nella storia e nell’arte. Oltre a “The Art of Beauty”, Gucci ha creato varie bacheche tematiche, alcune legate alle collezioni moda, altre più concettuali (ad esempio moodboard per campagne specifiche, collaborazioni con artisti, ecc.). Ovviamente non mancano i Pin dei prodotti Gucci veri e propri, ma spesso anche questi sono presentati in modo non convenzionale – ad esempio attraverso immagini della sfilata, o editoriali fotografici dal tono onirico – più che come semplici foto e-commerce. Il risultato è che Gucci su Pinterest realizza un perfetto equilibrio tra brand awareness e product marketing: mantiene alta l’attenzione del pubblico con contenuti artistici e di lifestyle (che generano condivisioni e discussioni) e nel frattempo tiene i prodotti sempre sullo sfondo, pronti ad essere scoperti e acquistati quando l’utente è ispirato. Questa scelta di puntare sul contenuto ispirazionale paga perché “accende la scintilla” nei Pinner: molti utenti usano Pinterest proprio come raccolta di immagini bellissime e idee creative, e Gucci intercetta questo desiderio con pin molto curati che spesso non hanno nemmeno un intento commerciale diretto. Ciò costruisce un capitale di engagement e fiducia: l’utente segue Gucci per l’ispirazione che offre, e questo rafforza la percezione positiva del brand, rendendo più probabile che in futuro quella persona consideri di acquistare un prodotto Gucci. È un esempio di content marketing di alto livello applicato ai social: dare valore prima di chiedere valore. In conclusione, Gucci dimostra che su Pinterest i brand moda possono – e forse dovrebbero – fare più che mostrare prodotti: possono raccontare la propria storia visiva e coinvolgere emotivamente il pubblico, il che a lungo termine alimenta sia la brand equity che le vendite.

Odd Muse – Un brand emergente che cresce grazie a Pinterest
Non solo i grandi nomi del lusso trovano terreno fertile su Pinterest. Anche brand più piccoli o nati di recente possono ottenere risultati straordinari. Un caso di studio notevole è quello di Odd Muse, marchio britannico di moda di lusso “slow fashion” fondato nel 2020. Pur essendo giovane, Odd Muse ha saputo sfruttare Pinterest fin dall’inizio come leva principale di crescita, puntando a un pubblico di giovani donne Gen Z molto attive sulla piattaforma. La strategia di Odd Muse è stata metodica e ben congegnata: prima hanno collegato il catalogo prodotti (tramite Shopify) per trasformare tutto l’inventario in Pin prodotto completi di link e prezzo; poi hanno iniziato a popolare il profilo con una grande quantità di contenuti, non solo di prodotto ma anche di lifestyle. Come accennato in precedenza, hanno caricato su Pinterest tutte le foto dei loro servizi fotografici, anche quelle che non usavano altrove, per offrire più spunti visivi agli utenti. Hanno organizzato tali contenuti in bacheche stagionali e tematiche (per intercettare ricerche relative a trend o eventi, es. una bacheca ispirata al Festival di Cannes per cavalcare quel tema). Inoltre, hanno integrato Pinterest con Instagram, automatizzando la pubblicazione dei post IG come Pin per mantenere il flusso costante. Questo approccio intensivo ha portato rapidamente frutti misurabili: in soli 5 mesi (da agosto 2024 a gennaio 2025) Odd Muse ha visto crescere il suo pubblico Pinterest totale del 32% e il pubblico coinvolto (engaged) del 14%, con la fascia 18-34 anni in testa. Ma soprattutto, ha avuto un impatto sul business: il brand ha registrato un aumento del 158% nelle aggiunte al carrello attribuite a Pinterest e un incremento del 7% nel valore medio degli ordini, segno che i clienti provenienti da Pinterest spendevano anche di più. Questi numeri impressionanti confermano che, se usata strategicamente, la piattaforma può diventare un volano di vendite per un e-commerce emergente. Odd Muse ha praticamente costruito la propria community di clienti su Pinterest, centrando la comunicazione sui gusti della Gen Z (estetica pulita, moda sostenibile, prezzi accessibili) e offrendo costantemente nuovi contenuti da salvare. L’insegnamento di questo caso è duplice: da un lato l’importanza di portare il proprio catalogo su Pinterest per facilitare lo shopping (il passo tecnico iniziale), dall’altro il valore di combinare prodotto e ispirazione per coinvolgere davvero gli utenti. In più, Odd Muse dimostra che anche senza il budget marketing di un colosso, si possono ottenere grandi risultati puntando su creatività e costanza. La loro esperienza potrebbe essere replicata da molti e-commerce indipendenti: curare la presenza su Pinterest può tradursi in aumento di traffico qualificato e vendite, a costi relativamente bassi. Naturalmente, occorre un impegno costante e una chiara visione di ciò che il pubblico Pinterest cerca. In questo, affidarsi a chi conosce il mezzo può fare la differenza: un’agenzia di comunicazione esperta in content marketing potrebbe ad esempio ispirarsi a case study come Odd Muse per elaborare una strategia vincente su misura del tuo brand (dalla creazione di bacheche all’ottimizzazione dei Pin, fino alle campagne adv mirate). D’altro canto, il successo di Odd Muse è la prova che Pinterest può fungere da “democratizzatore”: non serve essere un nome affermato per ottenere visibilità, purché si adottino best practice e si offra contenuto di qualità pertinente con ciò che il pubblico vuole vedere.

2. Conclusione e spunti di riflessione
In conclusione, Pinterest si rivela un alleato prezioso per gli e-commerce del settore moda che vogliono aumentare vendite, visibilità online e popolarità del brand. Grazie alla sua natura di motore di scoperta visuale, Pinterest consente di raggiungere nuovi pubblici in cerca di ispirazione, intercettare clienti con un’elevata intenzione di acquisto e valorizzare al meglio l’estetica dei propri prodotti. Implementando le strategie giuste – dall’ottimizzazione del profilo Business, alla creazione di contenuti accattivanti e all’uso intelligente di bacheche, fino alle campagne pubblicitarie mirate – un brand di abbigliamento può costruire su Pinterest un flusso costante di traffico qualificato verso il proprio sito e un costante interesse intorno alle proprie collezioni. Importante è mantenere un approccio orientato al valore per l’utente: ispirare prima di vendere, offrire idee e non solo promozioni, curare i dettagli visuali e la coerenza del messaggio di brand. I risultati, come abbiamo visto, premiano questo impegno sotto forma di maggior brand awareness, engagement e conversioni.
Ogni azienda dovrà adattare i consigli alla propria realtà, testare cosa funziona meglio per il proprio pubblico e, soprattutto, essere costante. Pinterest non è un “mordi e fuggi”: i benefici maggiori arrivano nel medio-lungo termine, man mano che i Pin guadagnano distribuzione e l’account acquista autorevolezza. Per chi muove i primi passi, la sfida può sembrare impegnativa – ed è qui che entra in gioco l’aiuto di professionisti. Affidarsi a un partner competente nel social media marketing per e-commerce può accelerare enormemente la curva di apprendimento e i risultati. Ad esempio, se la tua azienda di moda si trova in Emilia Romagna (da Rimini a Cattolica, da Riccione a Cesena), appoggiarsi a un’agenzia di comunicazione come la nostra, con esperienza nel digital marketing per aziende, può offrirti una marcia in più. Un team esperto potrà occuparsi della gestione dei social media (incluso Pinterest) creando un piano editoriale ad hoc, produrre contenuti visuali efficaci grazie a servizi di grafica pubblicitaria e fotografia prodotto, impostare campagne pubblicitarie online ottimizzate e monitorare costantemente i dati per consularti sulle migliori strategie.
In definitiva, il messaggio per i brand di abbigliamento e i responsabili marketing è chiaro: non sottovalutate Pinterest. In un mondo digitale dominato da Instagram e TikTok, Pinterest rappresenta un’opportunità diversa e complementare, dove i contenuti hanno una vita più lunga e dove il focus è sul prodotto e sulle idee più che sulla persona.
Se il tuo obiettivo è incrementare la notorietà del brand e le vendite e-commerce in modo organico e sostenibile, Pinterest merita un posto di riguardo nella tua strategia di marketing. Che tu gestisca una boutique indipendente o un marchio emergente a livello nazionale, iniziare a sfruttare Pinterest oggi può darti un vantaggio competitivo domani. In un settore, quello della moda, dove l’immagine vale più di mille parole, Pinterest potrebbe essere la passerella digitale su cui far sfilare il successo della tua impresa.
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